
Nonostante la pur buona produzione, questo debutto del combo olandese a monicker Black Horizon (non è che la fantasia si sia sprecata nella ricercatezza del nome della band) non convince e non graffia come dovrebbe, rimanendo molto statico e francamente molto anonimo, al limite della noia. Il sound del combo nord europeo è composto da una miscela di atmosfere Noise Industrial e Metal (l’album si presenta incentrato su tempi medio lenti, e cadenzati, con il risultato che bisogna aspettare soltanto la decima ‘My Divider’ o la conclusiva ‘Little Wish’ per ascoltare un pochino di ritmo incalzante e su di tono), con il condimento della grande voce soprano di Helena Iren Michaelsen (ex Trail Of Tears) che si unisce a quella principale di Dr. No (sinceramente niente di speciale, anzi…), a volte molto sporca e fangosa, altre volte pulita, ma comunque sempre di derivazione Dark. La bio in mio possesso descrive i Black Horizon come “Marilyn Manson meets Nine Inch Nails”…mah, che dire…onestamente, le sopra citate bands sono di un altro pianeta, lontano anni luce, sia a livello di songwriting che a livello di genialità intuitiva musicale. I 67 minuti di questo lavoro si trascinano senza lasciare segno, se non per qualche sporadico spunto che riesce a distaccarsi dal substrato piatto che giace in fondo a praticamente ogni song…il termine giusto potrebbe essere platter abulico. Attualmente vi sono molti altri lavori più interessanti di questo ‘Infinity Of Chaos’, veramente lontano dai must del genere. Vi accontentate?