(Abacus / Self)Norma Jean - O'God, The Aftermath

Copertina Pur non sguazzando abitualmente nei meandri dell'hardcore tout court, riconosco comunque la sua indiscutibile importanza storica. Perfetto punto d'incontro tra la violenza e l'urgenza del messaggio punk e la voglia di shockare il più possibile l'audience in ascolto, prassi tipica di grandissima parte degli act heavy metal di questi ultimi 25 anni, l'hardcore ha costituito, e continua a farlo ottimamente anche in questi anni, un solido basamento dove arditementose svolte stilistiche hanno eretto monumentali articolazioni, capaci di coniugare al meglio i messaggi delle ascendenti più famose con nuove idee e nuovi modi di vivere la musica. Si è spesso parlato di evoluzione dell'hardcore, sviluppando attorno a tale definizione, una serie infinita di sotto categorie che personalmente trovo fuorvianti e poco utili per focalizzare al meglio un fenomeno, quello che è giusto chiamare " post-core ", probabilmente ancor più importante della sua origine storica. Post, ciò che avviene dopo, in seguito, e come tutti i casi che compongono il destino di ognuno di noi, anche le bands che hanno elevato il proprio sound verso questi nuove vette artistiche, hanno scelto e battuto, più o meno felicemente, sentieri diversi tra loro. Se peschiamo nel mazzo qualche nome famoso, otterremo una visione d'insieme migliore; i Today Is The Day non possono essere paragonati ai The Dillinger Escape Plan, e quest'ultimi c'entrano ben poco con i Neurosis o con Isis, senza scordare Eyes Of Fire e Burst. Si desume quindi che il punto di origine è quello conosciuto, l'hardcore appunto, così come sono invariate e costanti le sensazioni e le emozioni che tali sonorità scaturiscono nell'ascoltatore di turno: disperazione, rabbia, paura, insicurezza, odio...il tutto filtrato sotto una lente ben diversa da quella usata da altri generi ugualmente estremi, come il true black metal oppure il brutal death. Quello che varia è, come detto in precedenza, l'approccio alla forma canzone. Non tutti attaccano il pentagramma con composizioni che si fanno ad intersecare perfettamente dentro a trepidanti affreschi, angosciosi sfondi delle nostre esistenze, scandite mestamente da suoni violenti, rozzi, che fanno riecheggiare in noi la nostra vera natura, spesso sopita e malcelata, ossia quella di bestie in perenne lotta per sopravvivere. Questo tourbillon di impressioni vengono riproposte alla perfezione dai Norma Jean, quintetto statunitense giovanissimo ( poco più di vent'anni ) che nello stretto giro di due albums si è ritagliato un posto di assoluto rilievo nel panorama dell'hardcore più evoluto e tecnico. Un lotto di canzoni dissonanti, in continuo contrasto tra momenti lisergici e apocalittiche sfuriate, corrobate con break teoricamente atti a placare la tensione, ma che in realtà gravano le canzoni di un'ulteriore dose di tensione. La tecnica è buonissima, come il genere chiaramente impone e richiede, ed i nostri non lesinano dimostrazioni di bravura. Il disco non presenta momenti di stanca, così come non offre il fianco a sbavature dovute all'inesperienza o alla voglia, comprensibilissima, di strafare, chiudendosi dopo tre quarti d'ora, lasso di tempo durante il quale le nostre forze ci hanno abbandonato...lasciando sul campo solo il nostro fisico spossato, mentre la mente rimarrà in viaggio ancor per molto tempo. Devastanti!!!

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Genere: Hardcore
Anno di uscita: 2006
Durata: 47 min.
Tracklist:

  1. MURDEROTICA: AN AVALANCHE IN D MINOR
  2. VERTEBRAILLE: CHOKE THAT THIEF CALLED DEPENDENCE
  3. BAYONETWORK: VULTURES IN VIVID COLOR
  4. DILEMMACHINE: COALITION, HOAX
  5. COFFINSPIRE: MULTITUDES, MULTITUDES IN THE VALLEY OF DECISION!
  6. LIARSENIC: CREATING A UNIVERSE OF DISCOURSE
  7. DISCONNECKTIE: THE FAITHFUL VAMPIRE
  8. ABSENTIMENTAL: STREET CLAM
  9. CHARACTARANTULA: TALKING TO YOU AND THE INTAKE OF GLASS
  10. PRETENDEAVOR: IN REFERENCE TO A SINKING SKIP
  11. SCIENTIFICATION: A CLOT OF TRAGEDY/A SWARM OF DEDICATION

Line up:

  • Cory Brandan: vocals
  • Scottie Henry: guitars
  • Chris Day: guitars
  • Jake Schultz: bass
  • Daniel Davison: drums

Voto medio utenti: Nessun voto

8
Recensione a cura di
Andrea 'ELASTIKO' Pizzini
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