(Inside Out / Audioglobe)Pain of Salvation - Remedy Lane

Copertina Chi i Pain Of Salvation siano una delle band più interessanti della scena metal progressive degli ultimi anni è assodato. All'attivo tre dischi eccezionali come Entropia, One Hour By The Concrete Lake e The Perfect Element I ed un tuor europeo di supporto ai Dream Theater, i POS ci presentano un album di alto livello qualitativo ma che trova il suo limite nel momento in cui viene paragonato a quanto fatto in passato dalla band.
Cerco di spiegarmi meglio... Remedy Lane è un lavoro tecnicamente impeccabile, con soluzioni e spunti che lasciano fuori ogni critica e dubbio. Ecco, questo è il giudizio di una persona che per la prima volta incontra musicalmente i POS; mentre il passaggio fra i tre dischi precedenti evidenziava evoluzioni e maturazione, in questo caso il tipo di discroso intrapreso viene fermato inficiando il reale percorso musicale di questa band. Il limite dov'è? Il limite è il paragone con One Hour By The Concrete Lake" ad esempio, troppe cose già sentite e parti già presenti nelle loro fatiche passate.
Per carità, brani come "Ending Theme", "Fandango", "A Trace Blood" ed "Undertow" sono delle bellissime canzoni, vere e proprie gemme, ma il percorso che mi aspettavo in questo caso era diverso.
Non fraintendete, non dico che il problema sta nel non essere originali... adoro band ben lontane dall'originalità, ma reputo i POS un gruppo da cui aspettarmi altro; con "altro" intendo un tipo di discorso evolutivo ed innovativo, qualcosa che lasci il segno nella musica (cosa già fatta con i dischi precedenti).
Il discorso inverso l'ho fatto con i Vanden Plas, che pur non portando avanti un esempio di evoluzione musicale in senso stretto e lampante, hanno saputo ampliare il proprio discorso stilistico pur mantenendosi sui propri binari.
La cosa che comunque mi lascia sperare positivamente è che per stessa ammissione della band questo è un disco transitorio, messo giù per cause maggiori.
Rimango dell'opinione che Remedy Lane è un ottimo album, di una band geniale che sicuramente ci stupirà ancora una volta con il secondo capitolo di The Perfect Element e che spero in futuro non si stagni come le solite band trite e ritrite.
Se non avete nulla dei POS dirigetevi prima sui dischi usciti precedentemente..... anzi, la cosa migliore è comprare i loro dischi per ordine cronologico.

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Genere: Progressive Metal
Anno di uscita: 2002
Durata: 68 min.
Tracklist:

  1. BEGINNINGS
  2. ENDING THEME
  3. FANDANGO
  4. A TRACE OF BLOOD
  5. THIS HEART OF MINE
  6. RAPE ENDS
  7. CHAIN SING
  8. DRYAD OF THE WOODS
  9. REMEDY LANE
  10. WAKING EVERY GOD
  11. SECOND LOVE
  12. BEYOND THE PALE

Line up:

  • Daniel Gildenlow: vocals, guitars
  • Fredrik Hermansson: keyboards
  • Johan Hallgren: guitars, vocals
  • Johan Langell: drums
  • Kristoffer Gildenlow: bass, backing vocals

Voto medio utenti: Nessun voto

7,5
Recensione a cura di
Elio Bordi
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