(Nuclear Blast / Audioglobe)Darkane - Expanding Senses

Copertina Mamma mia, che botta, mi devo ancora riprendere! Questo terzo album degli svedesi Darkane è qualcosa di fantastico…pura aggressione alla gola, una saetta che ti si infila nel cervello ed esplode! Non avrei mai pensato che questo combo si potesse spingere così avanti, fino ad arrivare al top del Thrash moderno, fino ad insidiare, ed a eguagliare, i grandiosi Testament! ‘Expanding Senses’ è un album devastante, un perfetto connubio tra i due precedenti lavori ‘Rusted Angel’ ed ‘Insanity’…riff taglienti, una batteria a dir poco granitica, ed una voce ai più alti livelli di robustezza…è infatti Andreas che stupisce per la propria versatilità: abbandonato quasi totalmente le screaming vocals che ne avevano caratterizzato il suo stile su ‘Insanity’, ora il proprio limite lo ha decisamente innalzato, andando a sfiorare il grande Chuck Billy, sia per tonalità che per la maniera di cantare sulle killing songs dell’album. I Darkane stupiscono, quindi, riuscendo a dare alle stampe un album fresco, in cui il Modern Thrash si fonde con le influenze “progressive” che caratterizzavano il sound di bands del calibro dei compianti Cynic e dei Wathctower, con l’elettronica (utilizzata di quando in quando, per impreziosire le songs), e con quella bellissima tendenza psicopatica che ha sempre caratterizzato il genio di Townsend e dei suoi Strapping Young Lad. Se a tutto questo si somma il lavoro fatto da Daniel Bergstrand sulla batteria (i cui suoni sono il meglio del meglio oggi in circolazione, superiori a qualsiasi altro lavoro) e sulla voce, beh, il discorso è pressoché concluso: i Darkane ora come ora sono al top. E così ‘Innocence Gone’ (song di cui è in lavorazione un video) apre l’album mostrando subito il forte impatto del combo svedese, e poi il turbinio di devastazione e potenza si sprigiona con ‘Solitary Confinement’ che spazza subito via tutto quello che trova sul suo percorso; ‘Fatal Impact’ è semplicemente pazzesca, caratterizzata da una splendida apertura melodica in fase di chorus, mentre ‘Imaginary Entity’, forse la song più sperimentale dell’intero album, riesce a stupire per il suo songwriting, incisivo come non mai. ‘Violence From Within’ sfiora la definizione di Black Metal, tanto il suo riffing è maligno; ‘The Fear Of One’s Self’ approda ad una terra già massacrata dagli eventi; ‘Chaos Vs Order’ è nettamente la song più cadenzata, dove l’elettronica iniziale spalanca i cancelli dell’inferno; ‘Parasite Of The Unexplained’ ci ricorda che stiano ascoltando fondamentalmente un album di Modern Metal, mentre ‘Submission’, introdotta da percussioni, è senz’altro la song più melodica dell’intero lotto, che riesce a chiudere ancora in ascesa questo platter. Non mi resta che dire che ‘Expanding Senses’ è un album granitico, fenomenale nella sua potenza distruttiva, distruttivo nella sua fenomenale potenza. Da avere, non importa come, non importa quando, ma da avere a tutti i costi. Deflagrante.

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Genere: Thrash / Speed Metal
Anno di uscita: 2002
Durata: 40 min.
Tracklist:

  1. INNOCENCE GONE
  2. SOLITARY CONFINEMENT
  3. FATAL IMPACT
  4. IMAGINARY
  5. VIOLENCE FROM WITHIN
  6. THE FEAR OF ONE’S SELF
  7. CHAOS VS ORDER
  8. PARASITES OF THE UNEXPLAINED
  9. SUBMISSION

Line up: non disponibile

Voto medio utenti: Nessun voto

8
Recensione a cura di
Massimo 'Whora' Pirazzoli
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