(Roadrunner / Warner)Slipknot - Vol. 3: (The Subliminal Verses)

Copertina Gli Slipknot sono morti. R.I.P.
La prima cosa che ho pensato: “Cosa è questa merda?”. L’ho ascoltato ormai non so più quante volte e la domanda è ancora: “Cosa è questa merda?”.
La realtà è che ci hanno preso per il culo per mesi, ma forse le dichiarazioni che avevano lasciato in tempi non sospetti dovevano farci riflettere. Una volta il singer Corey Taylor ci aveva detto che c’era qualcosa a metà tra King Crimson e Pink Floyd, un’altra volta è toccato al batterista Joey Jordison dirci che invece si sarebbe trattato di qualcosa vicino ai Neurosis, e via dicendo. Col senno di poi mi vien da dire: “Magari fosse stato così!!”. La realtà è che questo disco musicalmente segue il solco degli Stone Sour (la band in cui canta Corey), con tanta melodia, parti acustiche, altre finto incazzate che dovrebbero fare da contraltare alla melodia, ma la realtà sconcertante di questo disco è la zero ispirazione, la zero capacità compositiva mostrata dalla band nel creare songs che possano destare un minimo d’attenzione. Questo è un disco imbarazzante, un disco di cui nessuno ha bisogno. E dico nessuno.
E pensare che anche quando la band cerca di creare qualcosa più simile al passato non riesce, creando canzoni brutte, senz’anima, senza la brutalità e la carica sconvolgente, animalesca, bestiale, del passato. Parlo di songs come “Three Nil” o “Pulse Of The Maggot”, ma anche “Before I Forget”, dove comunque l’impatto è notevolmente mediato dalla melodia. La sola “The Virus Of Life” mantiene un briciolo, e dico giusto un briciolo, di marciume sulla scia di “Scissors” o “Gently”. E la voce di Corey? Sembra che si sia messo in testa di essere una via di mezzo tra un grunger sfigato ed un amante tradito del bel canto. Certo, le due parti di “Vermilion” e “Circle” sono delle belle songs melodiche, con parti acustiche azzeccatissime, ma c’era bisogno degli Slipknot per avere musica simile? Mi piacerebbe dire che c’è sperimentazione in questo disco, ma non potrei giustificare questa affermazione nemmeno se volessi inventarvi tutte le bugie di questo mondo.
La mia verità è che gli Slipknot si sono montati la testa di brutto, credono di essere dei gran musicisti cui è stata affidata la missione di fare non musica migliore, ma LA MUSICA. Ed ecco che il batteristello si mette a suonare più vario e dinamico, ma senza un minimo di impatto, il cantante crede di essere diventato il Layne Staley del Nu Metal, e via vomitando. Che delusione!
Non prendete le mie parole per quelle di un fan deluso che si aspettava chissà che. Sono un fan deluso, si, ma vi assicuro che da qualunque parti si guardi tale disco non ci si può non chiedere a chi possa interessare tale disco. Vi dirò di più, secondo me non è buono nemmeno per MTV, con il solo singolo “Duality” (il pezzo migliore del disco, il che dice tutto…) veramente adatto a quel pubblico. Magari gli Slipknot avrebbero voluto sentirsi dire che questo disco è di classe. Io vi dico solo che appena finita questa rece lo butto nel cesso e tiro lo scarico. Statene lontani. Risparmiate i vostri 20 euro e 50 centesimi, la cifra che ho pagato questa vera merda.

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Genere: Nu Metal / Crossover
Anno di uscita: 2004
Durata: 60 min.
Tracklist:

  1. PRELUDE 3.0
  2. THE BLISTER EXISTS
  3. THREE NIL
  4. DUALITY
  5. THE OPIUM OF THE PEOPLE
  6. VERMILLION
  7. PULSE OF THE MAGGOTS
  8. WELCOME
  9. CIRCLE
  10. BEFORE I FORGET
  11. THE NAMELESS
  12. VERMILLION PART 2
  13. THE VIRUS OF LIFE
  14. DANGER - KEEP AWAY

Line up:

  • (#0) Sid Wilson: turntables
  • (#1) Joey Jordison: drums
  • (#2) Paul Gray: bass guitar, backing vocals
  • (#3) Chris Fehn: custom percussion, backing vocals
  • (#4) Jim Root: lead and rhythm guitars
  • (#5) Craig "133" Jones: sampling, keyboards
  • (#6) Shawn "Clown" Crahan: custom percussion, backing vocals
  • (#7) Mick Thomson: lead and rhythm guitars
  • (#8) Corey Taylor: lead vocals

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Recensione a cura di
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