
Primo disco per gli olandesi Magnacult, che ci offrono un death-groove metal(core) ben prodotto dove a farla da padrona sono chitarroni ribassati e una produzione devastante, tra triggeroni e compressioni esagerate. Una bella mazzata nei denti, insomma, se solo il disco non fosse di una noia piatta e mortale. Già il genere è quanto di più inflazionato ci sia di questi tempi, dato che attraversa trasversalmente svariati generi fondendoli in una componente pesudo metalcore, senza scordare sincopi Meshuggah-ne e la compattezza sonora del post-thrash degli ultimi anni, ma inoltre la proposta è poco personale, per nulla innovativa e rovinata da un cantato death monotono e ripetitivo. Dieci tracce che scorrono via con qualche sbadiglio e senza grandi coda che fanno sobbalzare l'ascoltatore. Per carità, è suonato bene (e chi suona più male in studio nel 2007?) e prodotto altrettanto bene... senza tralasciare un digipack accattivante e un artwork ben curato... Ricordiamoci anche che si tratta del primo lavoro di questo quintetto olandese. Ma nel genere, già di per sè sovraffolato, c'è di molto meglio. Passate pure oltre.