(Warner Bros.)Metallica - Death Magnetic

Copertina I Metallica sono tornati, venduti o sottomessi alla necessità di soddisfare una platea enorme di fans che, dai tempi di “…And Justice for All”, continuano a chiedersi dove siano finiti i Four Horsemen, quelli veri, quelli che hanno inventato, o meglio, canonizzato il thrash, quelli che sono entrati di diritto nella Storia dell’Heavy Metal. E così, la spasmodica attenzione verso una band apparentemente rinata dopo i disastri di “St. Anger” e gli annessi patimenti psico-fisici, rinvigorita dall’ingresso del bravissimo (e tamarrissimo nel suo scimmiesco incedere) Rob Trujillo al basso, si concentra tutta su questo nuovo, sfolgorante “Death Magnetic”, copertina, logo e titolo che tanto puzzano di old school Metallica.

Se poi, dopo tutte queste premesse, ascolti il nuovo album e basta, cominci inevitabilmente a fare delle riflessioni. E tante sono quelle sorte alla mente di uno Sbranf “in bilico, tra santi e falsi dei” (vi chiedo umilmente perdono per la citazione indegna!!!), tra “mi piacerà di sicuro” e “farà ca*are di sicuro”…. Qui di sicuro non c’è niente, a parte “fiumi di parole” (ci risiamo….) che forse hanno rischiato di annacquare la sostanza del tutto, di far perdere di vista il concetto fondamentale, ossia che è finalmente uscito il nuovo, fottuto disco dei Metallica.

Quindi basta parlare, elucubrare, immaginare. PLAY.

That was just your Life – Il nuovo disco si apre con un arpeggio inquietante di chitarra, che, pochi secondi dopo, si trasformerà nella nuova “Blackened”: un pezzo thrash tecnico, infarcito di un milione di riffs, in cui la voce di James ci accoglie più o meno dove ci aveva lasciato, ossia nella sua fase più incazzosa e ribelle. Stavolta, però, a far da contraltare c’è un certo controllo, cosicché il brano ne guadagna in potenza, più che in rabbia. Note a margine: tornano gli assoli, Lars lascia la Dixan e torna endorser della Tama, la produzione è…mmm… ne parliamo alla fine.
The End of the Line – Muscoli, muscoli muscoli… Ma dove vogliono arrivare questi? A suonare come i Metallica? Ah, già, sono loro… Un brano carico, nero e pestato, dove qualcuno si è scordato di accendere la valvolina dell’ispirazione, dando tutto gas a potenza, pesantezza, muro di suono. Vabbè…
Broken, Beat & Scarred – Rifforama proggy/thrash su un brano cadenzato e sempre cantato ‘cattivo’. Bello il ritornello in doppia cassa, bello l’urlato “show – your – scars!”. Il pezzo, però, puzza di riempitivo, nonostante l’ottima struttura, colpa di riffs pesanti ma spesso un pelo troppo scontati. Molto bello il solo di Kirk, la mano non l’ha persa, perdio.
The Day that never comes – il primo singolo (potete vedere QUI il video, o mini-film, come i Mets lo chiamano) era partito, per me, veramente male…. Un pezzo lento, dal ritornello carico carico, con una seconda parte esplosiva e selvaggia… L’ombra lunga di “One” dava troppo fastidio… Con il passare degli ascolti, si è invece rivelato per quello che è: un pezzo commerciale, accattivante anche per l’orecchio meno metalloso, almeno nella sua prima parte. Un brano tutto sommato debole, tra i dieci di questo nuovo disco. Tuttavia scelta azzeccata, per quanto riguarda il singolo, in quanto il pezzo è il più variegato e radio-friendly (almeno nella prima parte) del lotto. Un brano comunque lungo circa 8 minuti, come quasi tutti i brani di questo “Death Magnetic”… Una piccola accorciatina qua e là avrebbe giovato? Quien sabe…
All Nightmare Long – Si continua ad accelerare ed a picchiare duro: ‘ANL’ è un thrash tempo come non se ne sentivano da molto, con un ottima struttura di riff, ed un ritornello accattivante e urlato, come nella media del disco. Molto scontata, se vuoi, ma maledettamente bella. E, per inciso, ca**o quanto picchiano stavolta… Altro che St. Anger, qui si mena come fabbri, ma alla maniera che piace a noartri! Peraltro, anche questo brano tocca gli 8 minuti, altro che canzonette strofa e ritornello…
Cyanide – Eccola, me l’aspettavo, da qualche parte l’avrebbero messa, la “Enter Sandman” della situazione. Et voila, un bel mid-tempo pieno di “oooah” e “eeeeah” e “uuuah”, come solo il prode James sa fare. Banale quanto un riff di Load, ma quanto mi prende, cribbio!
The Unforgiven III – Basta, dai. Ok, è il pezzo triste e malinconico del disco, è la traccia più grigia e carica di pathos… Ma che diamine c’entra con il primo capitolo della “saga”, anche a livello di lyrics? Si, parla di perdono, ma non puzza fin troppo di mossa a tavolino? Eppure, in fondo, dopo i primi 15 ascolti, sai che ci sta? Alla fin fine, questi sono i Metallica 2008, e se ti guardi appena un po’ indietro, ti rendi conto che abbiamo avuto molto, molto di peggio. Ok, me l’accollo… P.S. Bellissimo l’urlo finale di James prima del solo di Kirk… molto suggestivo.
The Judas Kiss – Il riff portante è quello che si sentiva nei trailer, prima dell’uscita di “Death Magnetic”, un riff davvero rognoso e morboso al punto giusto, che dà quel tocco di ‘marcio’ ad un pezzo decisamente tra i migliori del lotto, convincente nella sua multiforme varietà, se non fosse per una linea di canto un filo troppo scontata, seppur interessante. Bellissimo il ritornello, dalle liriche esaltanti (per un ragazzino di 15 anni!), ma da cantare a squarciagola, ci siamo ca**o! Potenziale hit-single, personalmente in mio pezzo preferito insieme ad un altro che andremo ad incontrare tra poco.
Suicide & Redemption – Piacevole brano strumentale di quasi 10 minuti, lunga suite in cui i nostri cercano di tirar fuori tutto il valore aggiunto che la presenza di Trujillo e la ritrovata vena compositiva permette loro. Un brano interessante, ma poco altro, evitabilissimo, che molto probabilmente non vedrà mai la luce sui palchi, ma potrei essere smentito…
My Apocalypse – Eccola, l’altra perla di “Death Magnetic”. Finalmente un pezzo che respira dei suoi 5 minuti e spicci, con una sequenza di riffs davvero convincente, ed un tempo thrash sparato, posto in conclusione del disco, come nella migliore tradizione dei grandi album dei Metallica, da ‘Damage Inc.’ a ‘Dyers’ Eve’, indietro fino a ‘Metal Milita’. Una mossa che segna la voglia dei nostri di ricollegarsi al passato più glorioso e storico, quello che li ha trasportati nell’Olimpo dei grandissimi. Gran pezzo, davvero.

Eccoci, dunque, alla conclusione di questo viaggio durato 74 minuti (moltiplicato almeno 15 volte!). La sensazione finale è che i Metallica, seppur non siano più quelli di una volta, abbiano ritrovato la strada di casa, seppur con una produzione che poteva essere molto migliore di così (pochissimo basso, troppa batteria, voce troppo, troppo asciutta…. Scelta stilistica? Mah…). Chiamatela mossa commerciale, chiamatelo ravvedimento tardivo. Fatto sta che “Death Magnetic” è un album thrash metal, fatto dai Metallica. Punto. E tanto mi basta e mi avanza, visto quello che l’ha preceduto. Welcome back, Four Horsemen.

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Ultime opinioni dei lettori

Avatar Ifrid
Voto: 4,0Che produzione!!

La produzione fa veramente pieta'... ma dopo averlo ascoltato +o- 10 volte posso dire che ci piace! ... Che vi aspettavate'? ... secondo me sono tornati nell'ottica primordiale! Poi c'e' da considerare che nn sono piu giovanissimi!! Be' in ambito solistico devo dire ke hammet... be' lasciamo stare'....ke e' meglio. Contento del "gran"ritorno!!!!!!!!!!!!

Avatar Giuseppe1992
Voto: 4,0Bel disco

Mi aspettavo sinceramente di peggio...secondo me il 7.5 ci sta tutto, l'album si lascia ascoltare tranquillamente salvo alcune parti. I difetti peso saranno stati detti da migliaia di persone nel mondo, la produzione a volte è a livelli bassissimi, mancano le idee, Lars dietro le pelli fa quasi ridere, e la voce di James non è più quella di una volta ovviamente...sicuramente il miglior disco da Justice, e già questo mi basta.

Avatar Ktulu
Voto: 5,0Grande ritorno

Un ritorno a questi livelli non se lo aspettava nessuno. Nessuno. 10 pezzi che ci restituiscono una band “on top of their game”, come non si sentiva da tanti, troppi anni. Bentornati!

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Ultimi commenti dei lettori

Avatar Inserito il 27 settembre 2008 alle 15.44

Mah, capisco che i Metallica abbiano deluso e fatto incazzare.. ma stroncare quest'album per partito preso mi sa di infantile. L'album si può valutare sotto diversi aspetti.. E' ovvio che l'originalità di quest'album è da cercare non col binocolo ma con un telescopio spaziale tipo Hubble, la presa per il culo, poi, di dare ai "fan" ( mai piaciuta sta parola) qualcosa che potessero apprezzare meglio è evidente e lampante.. però.. però.. a parte tutto, se di un album e di musica stiamo parlando bisogna valutare il cd singolarmente, dimenticando tutto il resto per un attimo: e l'album in sè non è per niente malvagio.. da 7 senz'altro. Non un capolavoro ma godibile.. e consigliato, và

Avatar Inserito il 26 settembre 2008 alle 08.23

i Metallica per quanto mi riguarda si sono fermati al Black album, anche se quest'ultimo è meglio di quella supercagata di St.Anger. Torno ad ascoltarmi i primi lavori. sic.

Avatar Inserito il 23 settembre 2008 alle 02.00

Graziocoso, di fare il ritardato con i "Non basta il ritorno al thrash, non prendeteci in giro, Zarete Kid", eccetera, ché c'hai 40 anni e vai appresso ancora a 'ste puttanate. Scemo.

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Genere: Thrash / Speed Metal
Anno di uscita: 2008
Durata: 74 min.
Tracklist:

  1. THAT WAS JUST YOUR LIFE
  2. THE END OF THE LINE
  3. BROKEN, BEAT & SCARRED
  4. THE DAY THAT NEVER COMES
  5. ALL NIGHTMARE LONG
  6. CYANIDE
  7. THE UNFORGIVEN III
  8. THE JUDAS KISS
  9. SUICIDE & REDEMPTION
  10. MY APOCALYPSE

Line up:

  • James Hetfield: voce/chitarra
  • Kirk Hammett: chitarra
  • Robert Trujillo: basso
  • Lars Ulrich: batteria

Voto medio utenti: Voto medio degli utenti: 3,5

7
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