teone
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Un'ora e mezza per trovare parcheggio: inizia così la mia serata di giovedì, girando come un cretino nel traffico di Milano sotto la pioggia, dalle 20.00 alle 21.30 circa... Questo significa che entro nell'Alcatraz quando ormai straborda di gente, quando il caldo è già a livelli altissimi, e quando il gruppo d'apertura, gli inglesi InMe, hanno già suonato e sbaraccato tutta la loro attrezzatura dal palco... Non so nemmeno che faccia abbiano, avevo sentito qualche cosa dal loro Myspace ed ero curioso di sentire di più, ma tant'è...
Appena entrato nel locale, come già detto pieno come un uovo, mi faccio largo verso i bagni, e sfruttando questa "strada" riesco ad arrivare più o meno all'altezza del mixer... So già che l'acustica sarà pessima, come sempre, quindi non mi sconvolgo più di tanto anche solo nel sentire la musica di sottofondo ad un volume esagerato... Al grido di "Sergio! Sergio!" la folla acclama l'inizio dello spettacolo, e dopo un'attesa di venti minuti circa si spengono le luci... Sono quasi le 21.50 quando sale sul palco la band di Serj Tankian, seguita dal frontman stesso vestito con giacca, camicia e cappello bianco, e si attacca con effetti di guerra, spari esplosioni e pale di elicottero che roteano sulle teste del pubblico, intro di una canzone (a me sconosciuta) incentrata sul tema della guerra (da quel che ho capito... :P ), a cui segue subito "Empty Walls"... Lo show propone tutte le canzoni dell'album solista di Serj in ordine sparso (forse con l'eccezione di "Beethoven's Cunt"), farcite da una discreta interazione con il pubblico da parte del frontman e del suo bassista, Super-Mario da Napoli, a cui è toccato il compito di traduttore, interazione basata molto su una critica all'amministrazione Bush e al risultato delle recenti elezioni italiane (a Berlusconi ha dedicato la canzone "Lie Lie Lie"). Chiude il concerto l'esecuzione di "Holiday In Cambodia", cover dei Dead Kennedys, preceduta dalla presentazione della band a supporto (che ha anche un nome che mi è sfuggito, o forse ho capito male io), di cui fa parte il/un chitarrista dei Primus.
Il tutto dura un'oretta scarsa, come si poteva prevedere... Noto alcune faccie un po' deluse, forse si aspettavano anche canzoni dei System Of A Down, che a mio avviso ha fatto bene a non eseguire...
E si torna a casa, sempre sotto la pioggia pronta a iniziare a scendere di nuovo...
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