La storia dei norvegesi Emperor è stata fortemente condizionata da quegli eventi che hanno reso infame e celebre il black metal all'inizio degli anni Novanta. La band nasce grazie al lavoro di Samoth e Ihsahn che trovano il giusto equilibrio dopo l'inserimento in formazione del batterista Bard Faust.
Il primo studio album, "In The Nightside Eclipse", è datato 1994, ma è durante l'anno precedente che si consumano alcuni eventi che influenzano enormemente il destino degli Emperor: Samoth e Bard Faust vengono entrambi arrestati, il primo per il rogo di alcune chiese, il secondo per l'omicidio di un omosessuale in un parco a Lillehammer. Nonostante l'assenza forzata di due terzi del gruppo l'album si guadagna fin da subito l'approvazione da parte del movimento black metal, grazie a uno stile caotico ma allo stesso tempo melodico, sorretto dall'importante lavoro delle tastiere.
Con il rilascio di Samoth e l'ingresso in formazione di Trym la band ricomincia a lavorare sul nuovo materiale. Il risultato è "Anthems to the Welkin at Dusk" del 1996, che conosce un successo ancora superiore rispetto al suo predecessore, pur abbandonando le sue ferali atmosfere a favore di un sound più raffinato e progressivo. Dopo il rilascio del mediocre "IX Equilibrium" nel 1999 i membri degli Emperor sviluppano una passione per progetti solisti di varia natura, dall'industrial al death metal, perdendo di vista per qualche anno la band originaria.
Il ritorno sulle scene, che ha il sapore di un addio, avviene con il discusso "Prometheus: The Discipline of Fire & Demise" nel 2001. Composto interamente da Ihsahn e orientato verso uno stile avanguardistico, l'album viene fortemente criticato dai fan della band ma si guadagna ottime recensioni da parte della critica, grazie a una struttura solida e a frequenti divagazioni in territori quasi jazz.
Subito dopo l'uscita il gruppo annuncia il proprio scioglimento, per poi ritornare brevemente sulle scene nel 2005.